Quando Michele telefonava ai suoi amici era perché ne aveva pensata un’altra delle sue: “Dammi una mano, facimm na’ bella cosa…”.

Così collaborò al tour dell’Emilia Romagna con la Mehari di Giancarlo Siani, oppure organizzò un viaggio in autobus per portare i bolognesi a Scampia, nella
terra dei fuochi o a visitare le aziende confiscate.

Il suo sogno non era riuscito a realizzarlo a Napoli, sua città natale, ma a Bologna. Il pizzaiolo antimafia lo chiamavano, per quel suo pallino della legalità e del riscatto sociale. Il suo sogno era iniziato con una piccola pizzeria d’asporto nel quartiere San Donato di Bologna.

Ma non bastava, Michele voleva fare qualcosa di più. In via Pirandello 6 c’era tutto il necessario per fare di più: uno spazio al chiuso, una grande cucina e un bel giardino per le attività all’aperto. Nella sua Porta Pazienza, pizzeria etica nel cuore del quartiere Pilastro, non utilizzava prodotti usuali: i pomodori e la mozzarella arrivavano dalle terre e dagli allevamenti confiscati alla Camorra in Campania, l’olio dai campi portati via alla Sacra Corona Unita in Puglia, le clementine e la verdura dalla Piana di Gioia Tauro regno della ‘ndrangheta e poi il vino “Cento Passi” fatto con le uve di Cosa Nostra.

 

 

Dietro il bancone della pizzeria ci aveva messo ex detenuti, ragazzi e ragazze disagiate e diversamente abili. Il giardino della pizzeria era un fiorire tutto l’anno di concerti, dibattiti, presentazioni di libri. Il tema principale di questi incontri era la legalità, la solidarietà e la cooperazione.

Questo piccolo angolo di confronto e legalità aveva visto diversi personaggi tra sindaci, magistrati giornalisti e partigiani e quell’omone dal cuore d’oro e gli occhi azzurri era un proliferare di idee, tutte a favore e sostegno della comunità. Aveva inventato la pizza sospesa per i bisognosi, aveva creato una
ramificazione di legami con altre associazioni che si occupano di disagio… Michele era un’esplosione di vitalità.

Nel 2016, Michele è stato ospite della seconda edizione di GAL-Generazione Legale.

Il vulcano animatore della Pizzeria-etica muore il 7 gennaio 2022 stroncato da un infarto, a soli 45 anni. Michele diceva sempre che per fare antimafia in maniera seria bisogna essere “onesti, antifascisti e solidali”. Per questo a “Porta pazienza” si serviva “Primi, secondi e ultimi”.