Il Comune fioranese ha un legame storico con la vicenda di Vassallo: dalla cittadinanza onoraria di cui è stato insignito Dario per atto della precedente Amministrazione all’intitolazione al Sindaco-pescatore dello spazio a fianco di Piazza Ciro Menotti (oggi, Cortiletto Vassallo), fino alla nomina ad ambasciatore della Fondazione dell’ex primo cittadino Francesco Tosi.
A quindici anni dall’omicidio che ha ferito ogni Comune della Penisola, il nome di Angelo Vassallo torna nelle aule giudiziarie come un appello collettivo alla verità. L’ANCI ha deciso di costituirsi parte civile nel processo per l’assassinio del Sindaco-pescatore di Pollica, ucciso il 5 settembre 2010. Una decisione che il Presidente e Sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, definisce «un segnale necessario, il gesto con cui tutti i Comuni italiani riaffermano la vicinanza a un uomo che ha vissuto la politica come servizio e che per quel servizio ha pagato con la vita».
La decisione di ANCI arriva dopo il forte richiamo lanciato dalla Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore, promotrice – dapprima in Consiglio Comunale a Fiorano Modenese, invito immediatamente ampliato a enti e istituzioni – di una mobilitazione civile che affonda le radici nel lavoro instancabile di Dario Vassallo, fratello di Angelo e presidente della Fondazione. È lui ad aver chiesto «che lo Stato si presentasse in aula con una presenza chiara e senza sbavature», ricordando come l’uccisione di un primo cittadino «non sia soltanto un delitto contro una persona, ma contro la comunità e contro l’idea stessa di istituzione».
Entrando nel merito del processo: alla prima udienza preliminare del 16 settembre, davanti al Giudice dell’Udienza Preliminare del Tribunale di Salerno, sono approdate ben ventitré richieste di costituzione di parte civile. Dallo Stato (tramite Presidenza del Consiglio e Ministeri) alle Regioni, dai Comuni alle associazioni. Una partecipazione definita da molti osservatori come «senza precedenti» per un processo che coinvolge, tra gli imputati, anche un ufficiale e un ex brigadiere dell’Arma dei Carabinieri, oltre a un imprenditore, un ex collaboratore di giustizia e un quinto uomo accusato di traffico di droga. Per quattro di essi, la Procura contesta l’omicidio aggravato dal metodo mafioso. Secondo l’ipotesi accusatoria, il movente sarebbe legato a un traffico di stupefacenti che Vassallo avrebbe scoperto e che stava per denunciare - tesi che vedrebbe confermata l’ipotesi che il fratello sostiene da oltre un decennio.
La partecipazione dei Comuni assume perciò un peso politico e simbolico speciale - in particolare per i territori del Distretto Ceramico, da anni impegnati in percorsi di educazione civica e culturale contro l’infiltrazione criminale. «La legalità non è un atto formale, è un comportamento quotidiano che richiede coraggio e coerenza», diceva Rita Borsellino. E la recente esposizione in Piazza Libertà a Maranello della “Quarto Savona Quindici”, auto di scorta di Giovanni Falcone, è soltanto l’ultima delle iniziative rivolte maggiormente alle giovani generazioni per ricordare un fenomeno che, ahinoi, è tutt’altro che scomparso.
La seconda udienza, dello scorso ottobre, ha poi confermato la grande partecipazione istituzionale: lo Stato, le regioni, gli enti locali - tra cui il Comune di Pollica - sono stati ammessi come parti civili, a testimonianza di quanto l’eredità di Vassallo sia ancora viva e rappresenti un faro per chi crede nella politica come bene comune.
All’uscita dall’aula, Dario Vassallo ha ribadito con voce ferma ciò che per molti è ormai un grido collettivo: «Non cerchiamo vendetta, cerchiamo verità». Un «noi» sempre più ampio, che comprende cittadini, istituzioni, territori. Un «noi» che chiede giustizia non solo per Angelo Vassallo, ma per l’idea di Stato che egli incarnava.
Nel 2018 il Cortiletto Vassallo, adiacente al palazzo degli Uffici Tecnici e a fianco del Palazzo Astoria, è stato intitolato ad Angelo Vassallo, grazie al progetto di riqualificazione urbana “Rigenerazione leGALe”, a cura dell’associazione studentesca del Liceo A.F. Formiggini. Oltre a portare il suo nome, ora nell’area è presente anche un murales dedicato al Sindaco-pescatore, che si aggiunge al precedente graffito di Gianni Franchini.
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