A Fiorano Modenese, la lotta alle mafie non è solo una ricorrenza, ma un passaggio di testimone. Nel 2025, in occasione della XXX Giornata della Memoria e dell’Impegno, la città ha scelto di mettere al centro chi quella memoria deve coltivarla e renderla viva: i giovani cittadini.
Non semplici spettatori, ma veri protagonisti del "fare memoria", gli studenti e le associazioni del territorio hanno dimostrato che la legalità è un impegno che si vede, si sente e, soprattutto, si urla.
VEDO SENTO PARLO: La legalità come progetto collettivo
Il cuore delle iniziative è stato l'evento "VEDO SENTO PARLO", un laboratorio di partecipazione co-progettato dai ragazzi per i ragazzi. Insieme alla “Renovatio Crew”, all’Associazione ROCK’S e agli studenti del Liceo Formiggini e dell’IIS Volta, la legalità è stata declinata attraverso i linguaggi dell'arte e della condivisione
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VEDO / Rigenerare la città: I giovani hanno preso possesso degli spazi urbani attraverso il live painting e installazioni digitali, mostrando il "work in progress" del recupero del cortiletto intitolato ad Angelo Vassallo. È l'esempio plastico di come il ricordo di un eroe civile si trasformi in bellezza restituita alla comunità.
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SENTO / L’energia della musica: Attraverso dj set e musica dal vivo, l'aggregazione giovanile è diventata uno strumento di coesione sociale, dimostrando che il divertimento può e deve essere sano, consapevole e libero dalle logiche criminali.
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PARLO / Testimonianza e responsabilità: La parola è passata direttamente ai ragazzi. La Renovatio Crew ha raccontato l'impegno costante svolto tra Fiorano e Acciaroli, mentre il video-blog della trasferta a Trapani del consigliere Arcuri ha portato a casa l'emozione della piazza nazionale.
Un ponte tra generazioni e territori
Uno dei momenti più carichi di significato è stato il videomessaggio di Domenico Berardi. L'attaccante del Sassuolo, conterraneo di Dodò (Domenico Gabriele) — vittima innocente di soli 11 anni — ha parlato direttamente ai suoi coetanei e ai più piccoli. Un legame potente che unisce il mondo dello sport alla memoria civile, ricordando che la lotta alla mafia è una sfida che riguarda tutti, ovunque ci si trovi.
Dalla cruda consapevolezza della mostra "Macelleria Palermo" alla freschezza delle installazioni 3D, Fiorano ha confermato che la memoria non è un esercizio statico, ma un'azione quotidiana che i giovanissimi sono pronti a guidare con creatività e coraggio.






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