Da bene confiscato alla mafia a rifugio per i più fragili. Nasce "CASA NOSTRA"
In via del Commercio 19, all'interno di un immobile sottratto alla criminalità organizzata, è nato CASA NOSTRA, il nuovo progetto di housing first dell’Unione dei Comuni del Distretto Ceramico.
Inserito nel complesso del Centro della legalità "Lgt. Lorenzo Mosto", il progetto non offre solo un riparo, ma un vero e proprio percorso di riscatto e reinserimento sociale per persone in condizione di grave marginalità abitativa.
Gestito dall'associazione Porta Aperta Modena — realtà da anni in prima linea per il supporto alle fragilità — CASA NOSTRA accoglie fino a un massimo di 18 persone. Attualmente ospita 2 donne e 16 uomini suddivisi in tre appartamenti, con un presidio garantito 24 ore su 24, 7 giorni su 7, da un team dedicato di quattro educatrici e due custodi.
Il servizio prevede due tipologie principali di accoglienza:
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Supporto socio-sanitario: Dedicato a persone con problematiche sanitarie significative e prive di reti di supporto, per le quali la casa rappresenta il primissimo passo verso il benessere e l'integrazione.
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Accompagnamento all'autonomia: Pensato per chi affronta instabilità lavorativa e necessita di supporto per mantenere e gestire una collocazione abitativa adeguata.
"Gli obiettivi sono molteplici: offrire una risposta ai bisogni primari, promuovere la capacità di prendersi cura di sé e aiutare la persona a riappropriarsi di un’organizzazione di vita, premessa fondamentale per acquisire una stabilità lavorativa e relazionale." — Alberto Caldana, Presidente di Porta Aperta Modena
I percorsi di accoglienza, avviati nel dicembre 2025, sono rigorosamente personalizzati e hanno una durata variabile dai 6 ai 24 mesi, coinvolgendo attivamente la rete territoriale "BENE COMUNE" e i Servizi Sociali dell'Unione.
Un investimento di comunità sostenuto dal PNRR
La realizzazione di CASA NOSTRA è stata resa possibile grazie a un finanziamento PNRR di 710.000 euro, di cui 500.000 impiegati per il complesso intervento strutturale e l'allestimento degli alloggi.
Come sottolineato dalla Dirigente del Settore Servizi Sociali dell’Unione, Paola Elisa Rossetti, i fondi europei hanno fornito l'opportunità cruciale per dare una risposta sistemica a un'emergenza su cui il volontariato e gli operatori lavorano da tempo su scala distrettuale.
Il Sindaco di Fiorano Modenese, Marco Biagini, ha ricordato l'impegno trasversale delle istituzioni, ringraziando l'ex sindaco Francesco Tosi per l'impegno profuso negli anni passati affinché il bene confiscato alla 'ndrangheta venisse definitivamente liberato e riconsegnato alla comunità.
L'apertura degli spazi è stata un momento di forte partecipazione collettiva, che ha visto la presenza di numerose autorità locali, regionali, parlamentari, delle Forze dell'Ordine e della famiglia del Luogotenente Mosto. I veri protagonisti, tuttavia, sono stati i cittadini e le nuove generazioni: gli studenti delle scuole primarie "Ciro Menotti" di Spezzano e medie "Leopardi" di Fiorano hanno arricchito l'evento leggendo profonde riflessioni sulla legalità e donando una pianta agli ospiti della struttura.
A fare da cornice, la musica della banda Flos Frugi e il rinfresco curato dai volontari dell’associazione Il Melograno. Proprio quest'ultima associazione, in un'ottica di economia solidale circolare, gestirà prossimamente "Arnia - la dispensa del Distretto": un hub logistico alimentare che troverà sede nel capannone retrostante CASA NOSTRA, dove verranno stoccate le derrate destinate agli empori solidali e alle famiglie in difficoltà del territorio.
CASA NOSTRA dimostra, con l'evidenza dei fatti, che un bene confiscato non riguarda solo muri e cemento: restituito alla collettività, rinasce generando un valore infinitamente superiore a quello economico, diventando uno strumento vivo di giustizia sociale e dignità.
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